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 Australia, General Motors annuncia l'addio

Non si ferma l'esodo delle case automobilistiche dall'Australia. Dopo Ford, anche General Motors ha annunciato che dal 2017 smetterà di produrre nel Paese. Tremila i posti a rischio per la chiusura delle fabbriche del marchio “Holden”. I vertici hanno giustificato la scelta sottolineando gli alti costi di produzione, la concorrenza serrata e, soprattutto, un dollaro australiano così forte da rendere più conveniente l'import.“Non importa in che modo rivedessimo i numeri, i presupposti economici di lungo termine per costruire e assemblare auto e motori in questo Paese semplicemente non ci sono più”, spiega il capo di GM in Australia Mike Devereux. “Ora, non è un segreto che stiamo assistendo a grandi cambiamenti nel mercato automobilistico di questo Paese ma anche, più in generale, nell'economia australiana”, ha aggiunto.La paura è che l'effetto domino spinga anche l'ultimo dei grandi produttori, Toyota, ad andarsene. I giapponesi impiegano 4mila persone in Australia e per ora sembrano preferire la concertazione l'aumento della produttività. Un addio significherebbe il colpo di grazia per l'ecosistema dei fornitori di ricambi del Paese e per l'indotto, circa 40mila persone. E un colpo anche per l'intero settore manifatturiero e per l'economia australiana.

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